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di Stefano Caliciuri

Dopo la sentenza del Tribunale che ha dichiarato legittima l’importazione e la vendita dei prodotti del vaping con nicotina, in Nuova Zelanda stanno diffondendosi sempre di più i consigli governativi su come e dove utilizzare la sigaretta elettronica. Non vero e proprie norme di legge ma una sorta di galateo, un breviario di buona educazione. L’istituto di sanità maori ha redatto un breve elenco di best practices, ovvero atteggiamenti educati e cortesi che si dovrebbero tenere quando si svapa soprattutto in luoghi pubblici.
La cortesia è il concetto che risuona più volte. “Chiedi sempre il permesso di svapare nello spazio di qualcun altro” e “sii discreto con lo svapo di fronte a bambini e giovani, evitando di svapare vicino i luoghi loro dedicati come scuole e parchi gioco“.
Ma il suggerimento più interessante è l’ultimo: “Non giudicare i fumatori ed essere in grado di rispondere a domande riguardanti lo svapo. Incoraggiateli a provare a passare a svapare“. I fumatori non sono malati o pazienti da curare. Quasi tutti i vapers sono stati fumatori. Non occorre cavalcare la causa del vaping come se fosse una battaglie composta da due fazioni avverse. E’ semplicemente una abitudine come un’altra, una meno dannosa dell’altra, il vapore esponenzialmente meno tossico del fumo. I consigli del governo neozelandese non sono preziosi soltanto perché indirizzano i consumatori a mantenere un atteggiamento educato nei confronti di chi sta vicino, ma soprattutto perché è indice di confronto e di dialogo maturo tra l’istituzione e il cittadino.

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