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Gran BretagnaI vapers risparmieranno migliaia di sterline per l’assicurazione sanitaria
I vapers risparmieranno migliaia di sterline potendo finalmente accedere alla stessa assicurazione sanitaria dei non fumatori. Lo riporta il quotidiano popolare britannico The Sun, specificando che la novità segue l’ormai famoso rapporto della Public Health England che certificava come il vaping sia il 95 per cento meno dannoso del fumo di tabacco. Secondo il tabloid, gli svapatori arriveranno a risparmiare almeno la metà di quanto deve pagare un fumatore per stipulare un’assicurazione per malattie critiche, come riportato da un sito che paragona i costi sanitari. David Mead, chief executive del Future Proof Insurance, è l’uomo che ha lanciato il sito di comparazione dei prezzi: “Vogliamo aiutare i vapers a utilizzare il sito di comparazione per risparmiare denaro“, ha detto al Sun. “Ad avvantaggiarsene maggiormante saranno persone che hanno solo svapato o che non hanno utilizzato prodotti del tabacco per almeno 12 mesi“, ha aggiunto Mead. La campagna per convincere le compagnie assicurative ad equiparare i vaper ai non fumatori era stata lanciata l’anno scorso dall’associazione dei produttori britannici Ibvta.

UsaJuul Lab, la rapidità dell’aumento di valore dell’azienda è superiore a Facebook
E sempre a proposito di Juul, la rivista Fortune riprende una notizia di Yahoo Finance, secondo la quale il valore raggiunto oggi dall’azienda Juul Lab è stimato in una cifra superiore ai 10 miliardi di dollari. Cosa più rilevante, l’aumento di valore dell’azienda di San Francisco risulta uno dei più rapidi della storia imprenditoriale americana ed è quattro volte superiore a quello che aveva conosciuto Facebook. Secondo gli esperti, oltre che al successo della particolare ecig che assomiglia a uno stick USB, il dato riflette la crescente importanza del vaping sul mercato statunitense.

SvizzeraCop8, la sigaretta elettronica non riconosciuta come prodotto del tabacco
I delegati dell’ottava Conferenza delle parti di Ginevra (Cop8) non hanno inserito gli Ends (gli strumenti elettronici di somministrazione della nicotina, tra i quali rientra anche la sigaretta elettronica) nella lista dei nuovi prodotti del tabacco, eventualità che avrebbe innescato tutte le restrizioni previste dalle leggi nazionali e dalle normative internazionali. Ogni decisione è stata rinviata alla prossima conferenza, la Cop9, che si terrà nel 2020 in Olanda. Sigmagazine ha fatto il punto su quel che è successo a Ginevra.

MaroccoSi accende il dibattito su ecig e riduzione del danno
Per chi segue riviste come Sigmagazine i vantaggi per la salute della sigaretta elettronica rispetto al tabacco possono apparire argomento scontato. Non in Marocco, dove il dibattito sul vaping è appena agli inizi. Se il Nord Africa, come quasi tutto il continente nero, è ancora una sorta di Eldorado per le multinazionali del tabacco che vi scorazzano spesso con la compiacenza dei governi nazionali, la discussione ripresa dal quotidiano marocchino in lingua francese Aujourd’hui riporta al centro il tema della riduzione del danno. E la sigaretta elettronica, in quanto prodotto privo di combustione del tabacco, è uno degli strumenti più efficaci, scrive il quotidiano.

AustraliaNon chiamatela sigaretta elettronica, è un vaporizzatore
Il nome sigaretta elettronica è fuorviante perché troppo legata alla sigaretta tradizionale, con la quale non ha nulla in comune, tantomeno il rischio per la salute. È quanto sostiene Colin Mendelsohn, medico australiano animatore dell’Australian Tobacco Harm Association, che invita invece a chiamare questa vera e propria rivoluzione economica, culturale e sanitaria con il nome di vaporizzatore. Vapore e non fumo è quello che si inala. Una vecchia battaglia di Sigmagazine, come si spiega in questo articolo.

UsaNel Kansas l’ecig spopola fra i giovani consumatori
Fa molto meno male del tabacco ed è il segreto ultimo della sigaretta elettronica, che secondo i dati forniti dal Dipartimento della sanità e dell’ambiente dello Stato del Kansas trova sempre più adepti nel pubblico giovanile. Il 10% degli studenti delle scuole superiori dello Stato Usa risulta essere un utilizzatore costante di ecig.

FranciaVapexpo, il salone del vaping da Parigi a Nantes
Si è svolta a cavallo dello scorso fine settimana (da sabato 6 a lunedì 8 ottobre) Vapexpo, il tradizionale salone del vaping francese, organizzato per questa edizione a Parigi nel prestigioso parco delle esposizioni di Villepinte: una sede non nuova per Vapexpo. La cui prossima edizione invece si muoverà dalla capitale in direzione nord: si terrà infatti a Nantes.

UsaEcig utile nei periodi pre e post operatori
La sigaretta elettronica è uno strumento utile anche per i fumatori nei periodi pre e post operatori. In tal modo si possono ridurre le complicazioni che insorgono nei pazienti fumatori che devono sottoporsi a un’operazione. Lo ha stabilito un team di ricercatori dell’Università della California attraverso una sperimentazione pilota randomizzata, paragonando sigarette elettroniche e cerotti alla nicotina. I dettagli della ricerca nell’approfondimento su Sigmagazine.

SvizzeraMedici criticano il progetto di legge sul tabacco
Critiche da parte di esperti sanitari al progetto di legge sui prodotti del tabacco in discussione in Svizzera. Le hanno espresse due noti medici, Rainer M. Kaelin e Roland Niedermann, secondo i quali tale progetto risulterebbe contrario alla legge sui farmaci. Il rifiuto della Svizzera di ratificare la convenzione quadro contro il tabacco dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) permetterà d’altronde ai produttori di sigarette di aggirare la legge per la difesa della salute, aggiungono i due medici.

CinaHong Kong punta al divieto assoluto di vendita dell’ecig
Sembra senza fine la cina masochista sull’ecig intrapresa da Hong Kong. Dopo una serie di divieti sempre più severi nell’ottica dell’equiparazione fra sigaretta elettronica e tabacco, la leader dell’esecutivo Carrie Lang ha proposto il divieto totale di vendita dell’ecig, illustrando una serie di proposte politiche del governo per i prossimi mesi. Sigmagazine approfondisce l’argomento.

FranciaPresidente tabaccai, dovremo diventare dei drugstore per i cittadini
È tornato a far sentire la sua voce, dopo settimane di inusuale silenzio, il funambolico presidente dei tabaccai francesi, Philippe Coy. Intervenendo sull’emittente radiofonica France Bleu Berry, Coy ha ribadito una sua ferrea convinzione, e cioè che per sopravvivere al tramonto dell’era del tabacco i tabaccai dovranno diversificare l’offerta nei loro negozi. I prodotti del vaping saranno parte essenziale della nuova offerta ma, ha aggiunto il presidente alla radio, i tabaccai dovranno fare di più: trasformarsi in veri e propri drugstore accompagnando ogni momento della vita quotidiana dei francesi e adattarsi ai cambiamenti proponendo sempre nuovi servizi. Un percorso che i colleghi italiani hanno da tempo già compiuto.

FranciaPresto sui pacchetti l’invito a gettare nella spazzatura i mozziconi di sigarette
I produttori di sigarette si impegneranno a inserire sui pacchetti una dicitura che invita i fumatori a gettare nella spazzatura i mozziconi di sigaretta. Lo ha rivelato la radio France Inter che ha potuto visionare il protocollo d’intesa con le autorità politiche. Il governo in persona, che dal suo insediamento ha avviato una decisa politica antifumo, aveva sollecitato un maggiore impegno da parte degli industriali del settore contro l’inquinamento da mozziconi di sigarette. La dicitura scelta fa parte di un pacchetto di dieci misure discusse la scorsa settimana al ministero della Transizione ecologica e solidale (nonostante il nome altisonante, di fatto il dicastero dell’Ambiente).

BelgioAllarme mozziconi, governo chiede 200 mila euro all’industria del tabacco
Per contribuire alla pulizia di strade, piazze e parchi dai mozziconi di sigarette, il governo della regione di Bruxelles ha chiesto alle industrie del tabacco – due società belghe e la filiale locale di Philip Morris – una somma di 200 mila euro. Il problema dei mozziconi gettati per strada è divenuto una vera emergenza da quando il divieto di fumare nei luoghi pubblici e negli uffici ha portato molti fumatori a consumare le proprie sigarette per strada. Cestini pubblici e posaceneri privati (alcuni istallati all’ingresso dei portoni degli uffici) evidentemente non riescono ad evitare la diffusione di questa insidiosa forma di inquinamento ambientale.